Epiche Gesta nel Faerun

10 - 26 Settembre 2016 - La casa di Multhimmer_1

Appostati davanti alla casa di Multhimmer, i cinque avventurieri attendono il calar delle tenebre studiando i movimenti di chi occupa la casa. Il ladro non sembra essere solo in questa grande dimora che è anche emporio al piano terra. Le finestre lasciano intravedere dei movimenti, dietro i vetri colorati e le tende, ma nulla di più. Tranne una persona che si accinge a chiudere gli scuri subito dopo l’ora di cena.
Cade procede perlustrando il perimetro della casa in cerca di un ingresso posteriore, una botola o qualsiasi altro modo di accedere all’interno ma la soluzione più gettonata rimane la porta principale d’ingresso e, mentre Nandoril osserva la ronda che ad intervalli regolari passa davanti la dimora del ladro, si accinge con facilità ad aprire la serratura che non presenta nessuna trappola. In silenzio i cinque sgattaiolano dentro perlustrando a fondo il piano terra senza trovare nulla di interessante tranne oggetti “di valore” che lasciano per strada per una futura razzia dopo aver sistemato i conti con lo spregevole elfo.
Una ampia scala porta ad un piano superiore dove quattro imponenti e pregiate statue di marmo raffigurano elfi in pose da battaglia, fieri e minacciosi. Nulla di più che magnifiche opere d’arte di pregiato livello la cui osservazione è interrotta da un vociare soffuso proveniente da una stanza vicina. Cade apre la porta silenziosamente non vedendo le persone che parlano ma sentendole più nitidamente per quanto i loro discorsi non siano percepibili. Con un movimento furtivo e silenzioso accede alla stanza lasciando fuori in attesa i suoi compagni e, dopo essersi nascosto, conficca con precisione una freccia nella carotide di uno dei due elfi che parlottavano prima di andare a dormire davanti ad un pregiato cembalo. Il sangue che sprizza copioso dal collo dell’elfo sprizza all’interno della coda dello strumento musicale andando a cesellare un disegno che, con colori molto accesi e venature color oro in evidenza, raffigura un elfo (probabilmente Vhaerun) in posa trionfante che alza una spada con la mano destra dalla quale viene proiettata una luce. Sotto di lui, sotto i suoi piedi, un cumulo di elfi di ogni casata. L’elfo come volesse imprecare per la sua triste dipartita si appoggia al cembalo finendo successivamente esangue in terra. Stessa fine farà il suo interlocutore, che sorpreso dall’ingresso degli altri non farà in tempo a dare l’allarme o ad ingaggiare battaglia.
In silenzio il gruppo si ricompone e dopo aver velocemente razziato i cadaveri ricomincia a perlustrare il secondo piano dell’abitazione trovando una stanza interessante per gli appassionati del nozionismo e della cultura: una enorme libreria contenente numerosi libri diviene preda di Kael’thas che recupera tutto ciò che può all’interno della borsa magica di Lombas. Cade, che aiuta l’elfo nel meticoloso lavoro nella libreria, rinviene una levetta nascosta dietro ad un tomo che fa scattare un meccanismo aprendo una porta segreta. Dietro quella porta un elfo scocca una freccia verso il ladro prima di morire sotto i colpi di Valtek, peccato che la freccia contenga del veleno che va a debilitare la forza dell’elfo costretto come a Lombas a dover sostenere maggiori sforzi fisici per essere all’altezza della sfida dentro la casa del ladro.
Finito di perlustrare il secondo piano la scala che porta al terzo offre una trappola tarata sui Daemonfey e chiunque non faccia parte di questa razza la attiva. Il glifo dell’interdizione attiva un incantesimo semplice che rendendo unti scala e corrimano fa precipitare rumorosamente e dolorosamente Valtek, Lombas e Nandoril che subiscono pochi danni da caduta ma che rendono la loro presenza ormai nota a chi abita nella dimora. Cade rimuove il glifo con abile maestria anche se dopo numerosi tentativi e quindi permette agli avventurieri di andare verso il penultimo piano della casa, il terzo… prima dell’attico.

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