Epiche Gesta nel Faerun

11 - 24 ottobre - La casa di Multhimmer_2

L’incursione nella casa di Multhimmer continua al terzo piano della casa-emporio dove ci sono gli appartamenti privati del ladro, la stanza degli ospiti e dei suoi sottoposti. Nessuno alloggia in quelle stanze e, gli ultimi due sottoposti rimasti al piano, attendono fuori sul tetto. Appena Cade e Lombas escono nel terrazzo attratti da erbe rare (componenti per veleni) che non sanno riconoscere due frecce li colpiscono dall’alto dando inizio ad una battaglia sul tetto al chiarore di una luna che offre pochissima luce, nascosta dietro delle nuvole cariche di neve. La posizione di vantaggio si fa sentire e il gruppo decide di dividersi nella speranza di colpire su più fianchi. Valtek, Cade e Nandoril si portano all’attico attraverso una porta scoperta dall’abile elfo mentre Kael’thas e Lombas provano a contrastare i due ladri sul tetto. Lombas addirittura si arrampica per andare corpo a corpo e l’elfo decide infine di seguire la strada verso l’attico.
Sopra la scena che si presenta offre un nuovo fronte di scontro. Multhimmer, con due guardie a difenderlo e uno stregone nascosto su un muro, tiene in ostaggio Jhanira Brightsong offerta come merce di scambio a Valtek in cambio dell’artefatto che hanno recuperato nella foresta a nord di Ashabenford. Valtek va in ira e corre fendendo morte contro Multhimmer, dapprima uccidendo una guardia e poi ferendo pesantemente l’altra. Il ladro, vedendo fallito lo scambio, sgozza da orecchio ad orecchio Jhanira proprio sotto gli occhi di Kael’thas, appena giunto nel piano, e prova a scappare dalla casa scendendo dal tetto e ritrovandosi nel terrazzo dove Lombas combatte contro i ladri. Comincia una rocambolesca fuga che porta gli eroi a scoprire una delle stanze che probabilmente fungono da camere di tortura. Un letto in ferro battuto senza materasso con una piastra di ferro con sotto della brace ancora accesa, catene sul soffitto e sul letto per tenere il prigioniero in posizioni scomode, a braccia e gambe aperte, pinze, tenaglie, ragno delle streghe, attrezzi da falegnami tutte sporche di sangue, una culla di giuda, un argano e altri arnesi sono presenti nella stanza di passaggio usata come fuga dal ladro e dai suoi inseguitori.
Lo stregone e il guerriero cercano di ostacolare l’inseguimento ma dopo diversi colpi andati a segno con successo cadono sotto i fendenti degli eroi e l’azione si sposta sulal fuga di Multhimmer. Il ladro abilmente scala il fianco della casa portandosi dapprima sul terrazzino delle piante velenose, dove Lombas cerca di colpirlo ma con difficoltà, e poi sul fianco della casa che scala abilmente portandosi a terra. A seguirlo Valtek che decide una via più snella e pirotecnica fiondandosi dall’alto e atterrando maldestramente sulle gambe con qualche ferita. Gli altri rimangono dall’alto cercando di colpire chi Multhimmer e chi Valtek e Lombas che si fionda dall’alto con abile leggerezza per dare manforte a Valtek. Nel frattempo la casa prende fuoco dai piani bassi ed essendo di legno velocemente il fuoco si espande fino al terzo piano. Neanche un potente incantesimo di Distruzione lanciato da pergamena da Kael’thas serve a fermare la corsa del ladro.
Multhimmer fugge in un vicino giardino enorme e rigoglioso di una casa poco vicina che si estende per diversi metri quadri, via di fuga che sembra essere studiata visto che non si ferma minimamente a combattere. Valtek lo insegue ma cade in una trappola, una fossa con spuntoni di 12 metri, mentre Lombas riesce a vedere nuovamente il ladro e prova a colpirlo con poca efficacia mentre il ladro, fin’ora inoffensivo, scarica sul povero Lombas una attacco che risulta mortale e lo lascia in terra in fin di vita per poi, quindi, scappare nuovamente nascondendosi nella speranza di non esser visto e trovare la via di fuga.
Nel frattempo Nandoril trasporta volando gli avventurieri fuori dalla casa che intanto hanno avuto la meglio sui due ladri e prima che comincino a crollare i piani della dimora di Multhimmer li trasporta all’interno della vicina boscaglia e si mette alla ricerca di Multhimmer che dovrebbe essere ancora lì vicino, nascosto, braccato col favore del buio e della sua arte di nascondersi.
Dopo pochi passi Nandoril viene a contatto con una elfa, longilinea, di bell’aspetto anche se appare molto spigolosa nei tratti e nei modi. Nella mani tiene una spada lunga e una spada corta e dirignando i denti esclama: “Lasciate più tracce di una preda ferita e braccata. Dove cazzo credete di fuggire?” e sembra essere pronta a colpire.
Nel frattempo Ashabenford si sveglia a poche ore dalle prime luce dell’alba scossa dal rumore della casa che cade a pezzi rovinosamente sotto lingue di fuoco e fumo nero che si alzano verso il cielo. Diverse persone cominciano ad affollare la strada principale e le guardie arrivano per capire cosa sia successo e domare l’incendio affinché non si propaghi in zona intanto comincia a nevicare…

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