Epiche Gesta nel Faerun

17 - 13 Febbraio Combattimento contro Multhimmer sul ponte del fiume Chionthar

I Monti della stella, Aduail e gli Isir'im

6 Nightal
Intorno all’ora di pranzo il gruppo arriva al ponte che permette di attraversare il fiume Chionthar: un’enorme struttura in pietra, con 4 archi, una pendenza di 50 cm verso il centro, una larghezza di circa 15 metri e la lunghezza di 100 metri. L’altezza del ponte dal fiume è di 18 metri con un terreno spiovente lungo 3 metri prima di arrivare al livello del fiume, molto profondo con forti correnti e attraversato da battelli fluviali.
La strada è molto frequentata da carri, avventurieri e persone comuni sopratutto in quest’ora del giorno. L’arrivo con 24 ore di anticipo permette agli avventurieri di valutare bene come predisporsi al combattimento che, come accennato da Jhaer, non dovrebbe protrarsi molto per evitare l’arrivo delle guardie di Iriaebor solite a raccogliere il frutto della stanchezza di un combattimento.
Ad attenderli sul ponte, in un giornata piovosa, 4 elfi di carnagione leggermente più scura del normale e dai capelli biondo tendente al chiaro. Sono due maschi di nome Noldorin, Oropher e due femmine di nome Eärwen, Gil-estel. Non indossano armature o armi, hanno solo delle vesti invernali con cappuccio, degli zaini sulle spalle e nient’altro. Fanno conoscenza con gli avventurieri dopo aver salutato con rispetto Jhaer la viaggiatrice.

“_Abbiamo ciò che ci hai chiesto_” – escalma Noldorin porgendo un sacco a Jhaer – “_Un piccolo dono da parte di Aduail, per concorrere alla causa._”
All’interno del sacco ci sono 2 pozioni velocità e 2 pozioni cura ferite gravi, dono del capo casata degli Isir’im (Figli dell’alba).
La giornata si conclude con le ultime strategie, gli ultimi rilievi e un pasto consumato intorno ad un fuoco da campo organizzato poco distante dal ponte e da occhi indiscreti.

7 Nightal
La notte passa tranquilla e il giorno arriva con la consueta e snervante lentezza, tipica di tutte le giornate importanti.
All’ora dell’appuntamento il ponte è pieno di gente, come il giorno precedente, e il gruppo decide di dividersi strategicamente. Valtek invisibile si sposta vicino al carro che lentamente si avvicina ad un punto centrale individuato come utile terreno di scontro, all’interno Kael’thas nascosto dietro una tenda e alla guida Jhaer, l’unica che Multhimmer si aspetta di incontrare. Nandoril rimane in volo sotto uno degli archi del ponte vicino alla posizione che lentamente assume il quartetto malvagio mentre, grazie all’incantesimo “movimento del ragno”, Lombas si posiziona ai suoi antipodi ben nascosto dietro lo spesso corrimano in pietra.
Come anticipato dai contatti di Jhaer in lontananza si avvicinano 2 guardie, l’incantatore e Multhimmer, tutti e 4 a cavallo, però solo le guardie si portano vicine al carretto lasciando indietro gli altri due di diversi metri esclamando – “_L’oggetto di cui ci hanno parlato, Elfa, qual è?”.
I due guerrieri sono elfi dai capelli uno biondo e l’altro bianchi ma entrambi lunghi. Alti circa 1,65 cm con indosso armature e pettorine con il simbolo dei Daemonfey e, alle dita, gli anelli conosciuti da Valtek.
Lo stregone indossa una tunica di colore nero con il simbolo del clan davanti e dietro con fine rappresentazione di color argento ed oro. Non indossa l’anello conosciuto da Valtek così come Multhimmer. E’ un’elfa altra 1,58 cm, capelli biondi corti e occhi azzurri.
Jhaer non fa in tempo a rispondere alla guardia poiché Valtek apre le danze apparendo dal nulla dopo aver scaricato un fendente potente contro la più vicina guardia.
Da lontano si sente echeggiare la voce di Multhimmer – “_Ho viaggiato troppo tranquillo convinto della vostra morte nel rogo e sottovalutando di aver fatto un “piccolo torto” alla nipote di quella prostituta di Jhaer…” – Esclama ridendo sonoramente – “Penso che quando avrò finito con voi mi divertirò con la ragazza così come ho fatto con la nipote…
”. – E attaccherebbe a distanza insieme all’incantatrice lasciando il lavoro corpo a corpo per le guardie.
I Viandanti sul ponte cercano di fuggire impazzite, tranne due colpite che rimaste intrappolate da una ragnatela di Nandoril sono costrette a defecarsi addosso dalla paura trovandosi al centro del potentissimo scontro osservato da un capannello di curiosi temerari. Lo stregone e Multhimmer provano a cambiare le sorti dello scontro spostandosi con una porta dimensionale e riapparendo in mezzo agli spettatori, questo genera panico e li costringe nuovamente a spostarsi. L’incantatore è scomparso nel nulla e Multhimmer ingaggia una sanguinosa lotta contro Lombas.
Valtek nel frattempo saggia la potenza delle armi Daemonfey in grado con un fendente di risucchiare la sua armatura e, fortuna vuole, riesce a deviare un secondo colpo mirato ad una delle sue armi. Lo scontro si anima con una tempesta di ghiaccio invocata dallo stregone che riappare poco distante ma muore con una freccia accuratamente conficcata nella gola dal preciso e letale Kael’thas. Stessa sorte per le guardie uccise dal potente Valtek e da Nandoril. Infine Multhimmer che si ritrova unico bersaglio dei potenti avventurieri, soccombe pur cercando fino all’ultimo di vender cara la pelle.
Finito lo scontro gli elfi di supporto a Jhaer mettono fretta al gruppo e, riuniti i cadaveri, scompaiono mentre in lontananza l’eco del rumore di cavalli delle guardie di Iriaebor diventa sempre più insistente.

I MONTI DELLA STELLA
Il loro primo teletrasporto è una esperienza indimenticabile. Quella sensazione che pervade il corpo dovuta allo spostamento di diverse miglia di distanza, con la differenza oraria, climatica e di altitudine. Il luogo dove vengono teletrasportati è ben descritto da Jhaer che, sentendosi a casa, li fa spostare tra quello che risulta essere l’accampamento dei nomadi Isir’im (Figli dell’alba).
Questo luogo si trova sull’Y’tellarien (“Picco lontano” in lingua comune), uno dei picchi presenti sui Monti della Stella, dove risiede una piccola comunità dei seguaci di Elistraee costretta al nomadismo. E’ un picco a forma di tronco di cono che si perde tra le nuvole. Antica bocca di un vecchio vulcano ormai inattivo al cui interno l’eco-sistema è rinato e quindi vi è una fitta vegetazione. Il villaggio di case costruite sugli alberi non ha un nome, essendo temporaneo, ed è abitato solo da elfi seguaci di Elistraee i quali si spostano col teletrasporto.
Dopo essersi rinfrescati e aver lasciato i corpi dei nemici in una struttura apposita, Jhaer li conduce dal capo casata degli Isir’im. La dimora della donna non è differente dalle altre, molto umile e spartana considerando la presenza di una camera da letto a vista e una stanza con un tavolo, quattro sedie e un focolare di pietra. Ad accoglierli un’elfa anziana di 500 anni che dopo essersi inginocchiata alla presenza degli elfi avventurieri, si presenta – “_Sono Aduail_ (“doppio crepuscolo” in lingua comune) _Isir’im_” – elfa dai caratteri spiccatamente Drow con i suoi capelli bianchi, la pelle color ebano e gli occhi rossi. E’ un’elfa molto cordiale e gentile, che li accoglie con tutte le dovute celebrazioni riconoscendo in tutto il gruppo un fondamentale aiuto per la causa di Elistraee.

“_Vi ringrazio di essere qui e per tutto ciò che state facendo per la causa di Elistraee. Purtroppo ho potuto omaggiare la vostra battaglia solo con quelle poche pozioni poiché Jhaer ha avuto premura di farmi apprendere ogni aspetto sul vostro percorso, comune al nostro, come penso avrete appreso.” – e si volta a guardare Jhaer, sorridendole, per poi riprendere il discorso non prima di offrire un decotto che li cura immediatamente delle ferite subite – “_Siamo un casato nomade, ripudiato e braccato dai Drow. Ripudiato e braccato da tutti. Comunque resistiamo segretamente, sognando una futura accettazione. Io sono l’unica discendente pura del casato, come potrete notare dai miei tratti. Negli anni ci siamo mischiati sempre più con gli altri elfi, annacquando sempre più i nostri tratti tipici…_” – ed indicherebbe Jhaer – “_…riuscendo quindi ad espiare parzialmente le colpe dovute alla giusta ira di Corellon. Ma ancora la strada verso l’accettazione è lunga e passa dalla totale distruzione dei Drow del sottosuolo_” – prenderebbe fiato sorseggiando il decotto – “_Siamo rimasti solo in 35, contando me stessa. Trovare questo posto ci è costata molta fatica, molte morti, ma per un po’ di tempo credo che avremo pace e possibilità di lavorare al nostro progetto. Fino a quando Elaacrimalicros non ci troverà. Egli è un antico dragone verde risvegliatosi da alcuni anni, non esce volentieri dalla sua tana se non per cacciare chi provi ad avventurarsi sui Monti della Stella. Proprio per questo non posso lasciarvi andare scalando i Monti, questo metterebbe a rischio le vostre vite. Vi permetterò di scegliere il luogo ove teletrasportarvi, appena riterrete opportuno riprendere il vostro viaggio. Fino ad allora sarete nostri graditi ospiti e trattati con tutte le dovute accortezze.
Io spero comprendiate come sia per noi un atto di fiducia avervi accolti qui. Non avremmo modo di contrastarvi se voleste tornare con intenti malvagi e credo che avreste il potere di cancellare gli ultimi seguaci di Elistraee dalla faccia della terra. Questo atto di fiducia nei vostri confronti credo sia dovuto, utile a farvi capire la bontà del nostro casato a dispetto dei tratti somatici ereditati dalla razza maledetta
” – Detto questo risponderebbe alle domande degli avventurieri rimanendo alla luce di un focolare di pietra, sito in fondo alla stanza.

Finito il dialogo con Aduail il gruppo si reca ad analizzare i cadaveri insieme a Jhaer, avendo a disposizione 3 ore prima dei festeggiamenti in loro onore organizzati dal villaggio.
Dall’analisi dei corpi trapela che l’elfo non è Multhimmer ma un suo sottoposto mentre il vero Multhimmer è sicuramente riuscito a sfuggire. Questo appare chiaro sia per le caratteristiche combattive di Multhimmer (quelle dei Fey’ri, tra i quali la porta dimensionale) sia per via delle corrispondenze con Lantan che lasciavano dedurre che egli fosse un Daemonfey mentre appare chiaro dalla fisionomia ottenuta dopo la morte (prima aveva le sembianze del ladro di Ashabenford) e dalla mancanza dell’anello dei Daemonfey.
Sconvolta dalla notizia, Jhaer si offre di ritornare ad Ashabenford per ritrovare indizi che la portino sulle tracce di Multhimmer e solo allora li avviserà per poter portare a compimento l’uccisione del Mercante. Convinta di poter trovare aiuto dalle abilità di Cade, chiede al ladro di accompagnarla nella “battuta di caccia”. Egli prende tempo per decidere se lasciare temporaneamente il gruppo, riservandosi di comunicarglierlo prima della partenza.
A pochi minuti dalla festa il gruppo si interroga sul possibile utilizzo delle spade bastarde appartenute ai guerrieri drow sconfitti. Queste risultano molto potenti e pregiate, sono spade magiche in grado non solo di risucchiare singoli oggetti di medie e piccole dimensioni, come accaduto con Valtek, ma persino un essere umano! Inoltre da un’analisi approfondita di Nandoril, confrontata con l’esperienza di Kael’thas, risultano dispensatrici di altri potenti incantesimi di cura, e di attacco.
Il dubbio amletico sul tenerle o venderle è rimandato al giorno successivo, mentre una sola è la certezza: ad ogni scontro c’è probabilità di scontrarsi con nemici pericolosi.

FESTA IN ONORE DEGLI AVVENTURIERI CELEBRATA DAVANTI ELISTRAEE
Intorno a diversi focolari, elfe nude li attendono per danzare, ballare e cantare in onore di Elistraee dopo la rituale battuta di caccia. Una grande abbondanza di cibi viene offerta, così come magica erba elfica in grado di inebriare le menti e donare sollievo al corpo. Nettari speciali, dimenticati in atavici passati, scorrono a fiumi e donano felicità e gusto maggiore rispetto ad un comune vino, anche se di eccellente qualità. Una notte carica di festeggiamenti tra elfi dai caratteri spiccatamente drow e elfi totalmente opposti, quasi come fosse un onirico sogno lontanto in cui Lolth era ancora l’amata di Corellon e non aveva le fattezze da ragno. L’immagine malinconica di una casata reietta, in cerca di riscatto con la semplice arma del buon esempio in una mano e una spada letale nell’altra, destinata ad uccidere seguaci di Vhaerun e Lolth.

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